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È UFFICIALE: UBERPOP NON RICOMINCERÀ A CORRERE PER LE STRADE ITALIANE. LA SODDISFAZIONE DEI TASSISTI

È ufficiale: UberPop non ricomincerà a correre per le strade italiane. Il tribunale di Milano ha infatti confermato il blocco in tutta Italia della app, respingendo il reclamo nel merito presentato dalla Uber. Nelle scorse settimane, infatti, il tribunale milanese aveva già disposto l’inibitoria all’utilizzo del servizio, accogliendo il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti. La multinazionale americana aveva fatto reclamo, ma non c’è stato nulla da fare. La storia di UberPop UberPop era stato introdotto a Milano, Genova, Torino e Padova, a partire da maggio 2014: chiunque in possesso di una patente di guida da almeno 3 anni e con fedina penale pulita, dopo aver scaricato l’app dal web, poteva utilizzare la propria auto, per qualche ora al giorno, a mo’ di taxi. In realtà si parlava di accompagnamento utenti, a costi di poco superiori ad un rimborso spese (e con un 20% da versare ad Uber che fungeva da centrale delle chiamate). Sedici cooperative di taxi insorsero e il 26 maggio 2015 il giudice di Milano stabilì la sospensiva cautelare di UberPop. Poi il reclamo e, ieri, la definitiva bocciatura. Le motivazioni della sentenza Per il tribunale mancano i requisiti di trasparenza e sicurezza. La sentenza recita che “nel suo complesso il sistema dei prezzi di UberPop non ha regole predeterminate e trasparenti, e non va a vantaggio dei consumatori“. Per quanto riguarda la sicurezza, “appare di interesse pubblico primario tutelare quella delle persone trasportate sia tramite garanzie di efficienza delle autovetture utilizzate, sia tramite garanzie di idoneità, serietà ed equilibrio dei conducenti, sia tramite adeguate coperture assicurative“. Inoltre, Uberpop “non vale a limitare in alcun modo l’inquinamento o la concentrazione del traffico“, anche perché la clientela del servizio probabilmente “in mancanza di Uber si rivolgerebbe non ai tassisti ma ai mezzi di trasporto pubblico di linea ovvero all’uso di biciclette o city cars“, scrivono i giudici, motivando la sentenza. La decisione riguarda il solo segmento UberPop, mentre l’applicazione UberBlack continua a funzionare a Roma e Milano. UberBlack è di fatto un taxi con conducente professionista con auto di proprietà, dotato di partita Iva, il cui servizio viene prenotato tramite la app di Uber. L’azienda americana, contrariata dall’esito del reclamo, ha fatto sapere di valutare eventuali azioni legali affermando che gli autisti di UberPop hanno adeguate coperture assicurative, dovendo inoltre rispondere a precise caratteristiche di sicurezza. Esultano, invece, i taxisti di tutta Italia. “Non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato –le parole degli avvocati delle associazioni di categoria-. È la terza volta, infatti e nell’arco di meno di tre mesi, che i giudici milanesi hanno emesso provvedimenti volti al blocco della app. A questo punto non ci sono davvero più alibi: il servizio non potrà più essere riattivato“.