Fabio Sartori e una delle sue fotografie

Confartigianato Vicenza - Mandamento di Malo in collaborazione con il gruppo Speleologi di Malo, e grazie al notevole contributo dei familiari di Fabio Sartori, ha organizzato per sabato 18 e domenica 19 novembre una mostra in ricordo di questo artigiano che ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone che l’hanno conosciuto.

È sempre stato attivo come dirigente di Confartigianato; quando è scomparso era componente della Giunta Mandamentale del Mandamento di Malo.
“Le motivazioni che ci hanno guidato nel voler fortemente la realizzazione di questa mostra – spiega il presidente mandamentale Andrea Nardello -  sono da ricondursi a una specifica motivazione: Fabio aveva tante passioni e tutte venivano vissute con estrema convinzione, volontà di capire, scoprire e condividere. Questo suo essere si è fuso con il suo fare ed è una situazione che si può ammirare visitando la mostra scoprendo la creatività e sensibilità che negli anni hanno guidato Fabio. Da qui la volontà di trasmettere anche e soprattutto alle nuove generazioni un messaggio molto forte su come ognuno di noi, grazie all’esempio che Fabio ci ha dato, possa coltivare delle passioni, trasformarle nel proprio mestiere e vivere senza ricercare i riflettori, ma trasmettendo valori che non hanno prezzo perché appartengo al talento che ognuno di noi a modo suo ha e che spesso non mette a frutto. Questa è Fabio, questo è quello che fa un artigiano”.
La mostra gratuita, aperta al pubblico e patrocinata dai Comuni di Malo e Monte di Malo, sarà inaugurata sabato 18 Novembre alle 17 e sarà aperta domenica 19 Novembre dalle 9 alle 18. Sarà collocata nella Palestra Polifunzionale in centro a Malo in via Loggia.
Nelle immagini di questa mostra vi è la testimonianza di uno sguardo sensibile, raccolta in un diario dove si recupera la prossimità delle cose. Fiori, alberi, montagne, laghi, cieli, ombre e luci si puliscono e semplicemente “sono” attraverso lo sguardo discreto di Fabio Sartori.
Raccolte in tre momenti, Terra, Intraterra e Oltreterra, gli impulsi visivi di Fabio si riferiscono a un unico filo conduttore, quello che riguarda il rapporto con lo stare in relazione alla terra.
In ogni foto è presente la complessità di un pensiero, a volte istintivo, che si risolve sempre in atti di generoso rispetto per i luoghi vissuti. Il paesaggio si rivela spesso partendo da punti di vista anche inediti; sembra a volte che ci sia un’inversione dello sguardo dal basso verso l’alto e viceversa, prati osservati in volo oppure orizzonti rialzati da terra. Tutto sta a dimostrare come le foto di Fabio non siano semplici scatti amatoriali. Al contrario, ogni immagine rimanda a una cultura visiva e a una consapevolezza nella costruzione del quadro compositivo. Fabio infatti si è formato al liceo artistico di Venezia. Detto questo, in nessuna di queste fotografie emerge la tendenza a speculare su immagini eclatanti concepite per chissà quale consumo. Ogni forma, linea e colore sono attimi condivisi con i propri compagni di viaggio. Lo sci, la mountain bike, l’amata speleologia, non erano soltanto momenti di svago; nel compiere queste esperienze era presente in Fabio il bisogno non di sfruttare, ma di stare nei luoghi. In quasi tutti i soggetti riportati in questa esposizione coesistono quindi più aspetti, non sempre strettamente legati solo alla cattura fotografica, poiché c’era in Fabio la volontà di esplorare quella regione tra vicino e lontano entro la quale sono racchiuse assieme l’esperienza umana e la suggestione dello sguardo.
“Terra” è l’insieme di foto che rappresentano la terra nella sua concretezza, tra laghi e montagne, prati e rocce.
“Intraterra” è il tema che riguarda la speleologia, “intra” è il prefisso del titolo che indica l’inframezzo tra la superficie terrestre e il sottosuolo.
“Oltreterra” raggruppa immagini in qualche modo metafisiche, dove la terra si sospende in un altrove grazie a nuvole, nebbie e agenti atmosferici di varia natura come la neve.
Ma oltre alle foto molte altre sono le sorprese che aspetteranno i visitatori di questa mostra, oggetti e strumenti che parlano di Fabio.