La rivoluzione digitale sta determinando importanti cambiamenti sull’economia reale e sull’organizzazione del lavoro.

L’affermarsi di piattaforme attraverso le quali i grandi gruppi si rivolgono direttamente al cliente finale sta radicalmente cambiando il modo in cui individui e aziende comunicano, si informano o danno informazioni. Si tratta di nuove soluzioni che le grandi aziende mettono in campo per rispondere al bisogno di razionalizzare i costi. Se da un lato queste formule mirano a stimolare il mercato, dall’altro stanno producendo anche una svalutazione del lavoro: per le piccole imprese non si tratta solo di non generare più alcun guadagno dai prodotti (che realizzano o installano) ma di perdere il potere contrattuale nei confronti del cliente. Il processo di omologazione del mercato, in cui l’unico fattore considerato è il prezzo, sta determinando un appiattimento verso il basso.
Per approfondire le soluzioni adottabili dalle piccole imprese per far fronte a questo processo e rafforzare la loro competitività, il Mandamento di Asiago di Confartigianato Vicenza ha organizzato alcuni giorni fa nella Sala della Reggenza dell’Unione Montana un incontro di approfondimento e confronto sul tema delle aggregazioni e reti di imprese, focalizzato sul sistema casa.
Nella prima parte della serata Erika Faggion ed Emanuele Guerzoni, responsabili dell’area Gestione d’impresa e Relazioni contrattuali di Confartigianato Vicenza, hanno illustrato le diverse tipologie di aggregazioni e reti d’imprese previste dal nostro ordinamento.
“La rete è uno strumento che si sta dimostrando efficace per introdurre innovazione di processo. Organizzandosi in rete, le piccole imprese possono offrire al cliente un servizio completo anche per progetti complessi, superando i propri limiti dimensionali - ha osservato Faggion -. Nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia ad esempio, la possibilità del cliente di relazionarsi con la Rete, quale interlocutore unico che coordina i diversi interventi rappresenta un vantaggio sia in termini economici che tempistici”. 
Il Contratto di Rete permette a piccole imprese di aggregarsi per condividere un obiettivo specifico, evitando di appesantirsi dal punto di vista societario e salvaguardando l’autonomia di ciascuna azienda aderente. La costituzione avviene attraverso la definizione di un Programma di Rete, ovvero delle attività che le aziende decidono di porre in essere per raggiungere gli obiettivi individuati.
“La rete facilita soluzioni quali il distacco e la codatorialità, ovvero la possibilità di utilizzo congiunto delle prestazioni lavorative dei dipendenti delle singole aziende aderenti, per far fronte a necessità specifiche - ha spiegato Guerzoni -.  Naturalmente, lo strumento non è di per sé la soluzione e ci sono dei requisiti fondamentali affinché la rete possa essere realmente efficace: primo fra tutti la fiducia reciproca tra i componenti, la disponibilità da parte delle imprese ad investire nel progetto, le competenze, la definizione di una proposta innovativa che intercetti l’interesse del mercato”.
Nella seconda parte della serata i partecipanti hanno avuto l’occasione di confrontarsi con Giovanni Lovato e Debora Vigolo, rispettivamente titolari di un’impresa edile e serramentista, promotori della Rete Valle Agno, una rete d’imprese dell’area di Valdagno costituitasi nel 2015 con il supporto di Confartigianato Vicenza. Alla rete partecipano professionalità multidisciplinari come studi tecnici, imprese di scavi, imprese edili, cartongessisti, dipintori, elettricisti, idraulici, pavimentisti, serramentisti, fabbri e altri collaboratori per eventuali lavori di finitura. La rete è così in grado di offrire un servizio chiavi in mano, dalla pianificazione al lavoro finito, garantendo tempi e costi certi. “C’è voluto quasi un anno di lavoro per arrivare alla formalizzazione della rete - ha spiegato Giovanni Lovato -. Nel nostro settore, le imprese spesso hanno già adottato forme di collaborazione che possono essere considerate reti di fatto; partendo da queste esperienze abbiamo deciso di costituirci in rete”.
“Formalizzare la rete sta permettendo alle imprese aderenti di accreditarsi come punto di riferimento per interventi di ristrutturazione, nuove costruzioni, piccoli interventi e manutenzioni programmate - ha osservato Debora Vigolo, presentando i risultati dei primi anni di attività -. Per di più, mettendo in condivisione le nostre competenze, la rete ci ha permesso di accedere a incarichi che singolarmente non saremmo stati in grado di affrontare”.