da sinistra, Nerio Dalla Vecchia, Ruggero Camerra, Giorgio Gentilin, Matteo Macilotti e Maurizio Faccio

È per tentare di dare risposta a uno dei problemi più annosi dei due maggiori Comuni della Valle del Chiampo che Confartigianato Vicenza e i Comuni di Arzignano e Chiampo hanno stipulato a luglio 2016 un protocollo di intesa per delineare modalità innovative per la mobilità sostenibile di merci e persone.

Questa mattina i Sindaci dei due Comuni Giorgio Gentilin e Matteo Macilotti, Nerio Dalla Vecchia (delegato alla politiche territoriali di Confartigianato Vicenza) e Ruggero Camerra, (presidente del mandamento di Arzignano-Montecchio) hanno presentato, con il prof. Maurizio Faccio, gli esiti dello studio, condotto dallo stesso prof. Faccio, docente di Gestione degli impianti industriali del Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali dell’Università di Padova, e dal prof. Mauro Gamberi, docente di Ingegneria industriale all’Università di Bologna.
“La mobilità delle cose e delle persone costituisce un fattore di competitività per le nostre imprese oltre ad essere fondamentale per l’impatto della vivibilità del territorio in cui operiamo ogni giorno – ha dichiarato Ruggero Camerra durante la presentazione -. È per questo che Confartigianato Vicenza ha deciso di investire nel progetto di studio realizzato con le amministrazioni comunali e a favore di azioni comuni a favore di una mobilità più sostenibile. È da molti anni che come Associazione abbiamo intrapreso un percorso rispetto a questo tema e ritengo che la sensibilizzazione degli imprenditori, dei cittadini e degli amministratori sia necessaria; per questo, con le amministrazioni coinvolte, coinvolgeremo tutte le realtà che in questo processo di cambiamento culturale possono dare il loro contributo”.
Punto di partenza è stato la raccolta di dati di flusso di traffico per poter ipotizzare l’adozione di una serie di iniziative per migliorare la qualità e la sostenibilità della mobilità veicolare, che nel 2016 la polizia locale ha rilevato essere aumentata del 30%.
Analizzate le infrastrutture presenti (in particolare, i 16 principali nodi del territorio, in diverse fasce orarie), i servizi di trasporto, il numero e la modalità degli spostamenti effettuati, è stato quindi possibile formulare ipotesi di soluzione che al contempo decongestionino il traffico, garantiscano la sicurezza, riducano l’inquinamento e migliorino l’accessibilità ai posti di lavoro e ai servizi.
L’analisi dei flussi stradali ha segnalato come la gran parte degli autoveicoli viaggino con una sola persona a bordo (84%), evidenziando un problema in primis culturale; d’altro canto, tra le aziende di dimensione medio-grande contattate, solo la minima parte riferisce di aver affrontato il problema (4%); peraltro, proprio l’effetto “collo di bottiglia” - riconoscono le aziende della valle - funge da disincentivo rispetto a potenziali clienti e fornitori; si pensi al settore dei marmi.
Preso atto di ciò, sono state individuate tre categorie di potenziali soluzioni: interventi non invasivi e di rapida applicazione, che entrambi i Comuni continuano a studiare e realizzare, per quanto possibile; interventi strutturali, peraltro con costi e tempi molto elevati; interventi strategici per una mobilità sostenibile: è in riferimento a quest’ultimo livello che un’azione sinergica che coinvolga Comuni, aziende, associazioni di categoria, cittadini e università, potrebbe rivelarsi in buona parte risolutiva.
Si aprirà ora una seconda fase, quella della tavola rotonda; presenti i principali attori dei processi di mobilità, andranno nei prossimi mesi discusse le leve da azionare: Mobility Manager a livello aziendale e comunale/intercomunale (figura normata già con decreto interministeriale del 27 marzo 1998 ), strumenti evoluti di accorpamento dei mezzi per soggetti diretti alla medesima destinazione, sistemi di trasporto persone alternativi agli attuali (sia pubblici che privati), sistemi di incentivazione all’accorpamento dei mezzi organizzati, sia dei Comuni rispetto alle Aziende, che di queste ultime nei confronti dei lavoratori.
Confartigianato Vicenza da anni è sensibile al problema della mobilità, tanto da farsi promotore del progetto “Futuro Elettrizzante” e della conversione di auto a benzina in auto elettriche, del “Polo Ecologistico” volto a ridurre il traffico di merci nei centri urbani della fascia Pedemontana, fino all’imminente CI.TE.MO.S. , il festival della mobilità sostenibile che si terrà dal 15 al 17 settembre a Vicenza.