Renata Scanagatta

Ha avuto successo l’azione intrapresa da Confartigianato nei confronti del Governo per scongiurare il rischio di un dimezzamento della formazione professionale relativa all’attività di acconciatura.

Tra le norme del Ddl “Concorrenza” approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, infatti, non figurano quelle - inizialmente previste nella bozza del provvedimento -  volte a modificare la disciplina dell’attività nel settore.
Condividendo la soddisfazione espressa dal presidente regionale e nazionale di categoria, Lino Fabbian, anche la presidente provinciale degli Acconciatori di Confartigianato Vicenza, Renata Scanagatta, ricorda come un apposito documento della confederazione avesse “sottolineato la necessità di tenere conto dell’elevata professionalità e competenza richieste a operatori che svolgono la loro attività a contatto con il corpo del cliente, nonché di una corretta collocazione dell'acconciatore all’interno della ‘cultura del benessere’ come figura professionale che non risponde più soltanto alla semplice esigenza di eseguire un buon taglio di capelli, ma contribuisce a formare l’immagine quale elemento fondamentale dello status di ‘benessere psico-fisico’ della persona, così come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
Proprio per la complessità di tale ruolo, a giudizio di Scanagatta il settore ora “richiede figure professionali caratterizzate da competenze multidisciplinari, con adeguate conoscenze sia di tipo tecnico sia di carattere trasversale, riconoscendo le mutate esigenze del cliente e la necessità di ‘prendersi cura’ di quest’ultimo in modo globale”.
“Se si analizzano  infatti – prosegue la presidente vicentina - i programmi dei corsi di formazione regionale, si riscontra un approccio multidisciplinare che, oltre alle materie strettamente tecniche, prevede lo studio di elementi di anatomia e fisiologia, cosmesi, epidemiologia, igiene, sicurezza negli ambienti di lavoro, smaltimento rifiuti, privacy, responsabilità e altro ancora. Inoltre, lo sviluppo della tecnologia e le nuove esigenze dell’utenza stanno determinando un aumento dei bisogni formativi degli imprenditori anche rispetto a materie quali citologia, istologia, micro-visualizzazione, psicologia della comunicazione, competenze linguistiche, immagine corporea, marketing”.
Per questo, a giudizio di Confartigianato, il mantenimento dell’attuale livello di qualificazione “rappresenta la condizione minima necessaria per contrastare la diffusa concorrenza sleale operata da soggetti che erogano servizi non qualificati al minor costo possibile, con possibili effetti negativi sulla salute del consumatore. In Veneto, ad esempio, solo negli ultimi due anni sono sorte quasi 300 attività di servizi alla persona condotte da imprenditori cinesi: la maggior parte ‘border line’ in materia di rispetto delle regole”.