Skip to main content







Gelaterie artigianali: secondo uno studio Confartigianato vocazione artigiana più elevata in Veneto, Vicenza provincia al sesto posto

La provincia di Vicenza si conferma terra di gelati artigianali. Secondo uno studio di Confartigianato Imprese, infatti, Vicenza è al sesto posto – assieme a Messina – con l’80,2% di imprese che sono artigiane.

Il quadro generale
Nel primo trimestre 2018 in Italia si stima una presenza di 12.207 imprese di gelateria, di cui il 71,5%, pari a 8.729 unità, sono imprese artigiane; con una dimensione media di 2,2 addetti per impresa nel comparto lavorano 26.730 addetti di cui 19.110 nell’artigianato. Il gelato artigianale rappresenta un prodotto celebrato a livello europeo con il Gelato Day, Giornata europea del gelato artigianale.

Veneto al primo posto
Tra le maggiori regioni – con almeno 500 gelaterie – la maggiore vocazione alla gelateria artigiana si rileva nel Veneto con il 79,8% delle imprese del settore che sono artigiane, seguito dal Piemonte con il 77,0%, Sicilia con il 75,7%, Emilia-Romagna con il 74,1%, Puglia con il 73,3%, Lombardia con il 69,2%, Campania con il 69,0%, Toscana con il 68,1% e Lazio con il 57,0%. Tra le altre regioni quote elevate per Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Basilicata e Friuli Venezia Giulia.

Vicenza al top
Tra le maggiori province – con almeno 100 gelaterie – la maggiore vocazione alla gelateria artigiana si riscontra ad Udine con l’85,2% delle imprese che sono artigiane, seguito da Trento con 84,2%, Savona con 84,0%, Padova con 82,7%, Reggio Emilia con 82,1%, Vicenza e Messina con 80,2%, Venezia con 79,8%, Modena con 79,5% e Treviso con 78,9%. Tra le altre province quote elevate per Enna, Bolzano, Agrigento, Pordenone, Rovigo e Potenza.

Giro d’affari
Nel 2017 le famiglie italiane spendano in gelati, artigianali e non, 1.833 milioni di euro, con un aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente; la spesa media per ciascun nucleo familiare italiano è di 71 euro all’anno, con valori più alti nel Nord con 77 euro per famiglia, seguito dal Centro con 75 euro e dal Mezzogiorno con 58 euro.
Poco meno della metà dei consumi di gelati (46,9%) si riferisce alle prime quattro regioni, e oltre due terzi (68,9%) dei consumi si concentrano nelle prime sette regioni: in Lombardia registriamo un consumo di gelati per 345 milioni di euro, pari al 18,8% del totale nazionale, seguita da Lazio con 199 milioni di euro, pari al 10,9%, Veneto con 161 milioni di euro, pari all’8,8%, e dal Piemonte con 155 milioni pari all’8,5%, dall’Emilia-Romagna con 155 milioni pari all’8,4%, dalla Campania con 126 milioni pari al 6,8% e dalla Toscana con 124 milioni pari sempre al 6,8%.
L’analisi del consumo di gelati per provincia vede al primo posto Roma con una spesa delle famiglie di 149,8 milioni di euro, seguita da Milano con 119,6 milioni, Torino con 81,5 milioni, Napoli con 64,5 milioni, Brescia con 41,6 milioni, Bologna con 37,4 milioni, Bergamo con 36,0 milioni, Firenze con 34,1 milioni, Genova con 32,7 milioni e Padova con 30,3 milioni.

Prezzi in calo
Gelato: anche i prezzi sono ‘raffreddati’. Nell’estate del 2018 si accentua la tendenza deflazionistica dei prezzi al consumo per il gelato: a giugno 2018 l’indice dei prezzi dei gelati in Italia scende del 2,2% a fonte della stazionarietà nell’Euro zona; tra i maggiori Paesi Uem il trend dei prezzi è negativo anche in Spagna (-1,1%), più stabile in Francia (+0,3%), mentre si registra un aumento (+0,9%) dei prezzi dei gelati in Germania.